
Certificazione ISO 9001
1 Settembre 2020
Vantaggi del trasporto intermodale per liquidi alimentari con tank container
14 Maggio 2021Nonostante le tante difficoltà attuali del settore vitivinicolo, spedire vino all’estero non è mai una cattiva idea. Rispetto ad un calo complessivo nella misura di quasi il 10% delle esportazioni made in Italy, il settore vino ha retto tenendo su volumi, valori e prezzi e guadagnando anche quote di mercato rispetto ai competitor. I dati Istat sulle esportazioni di vino relativi al 2020 parlano di un -2,4%, ma anche di un sorpasso alla Spagna e di una riacquisizione della leadership mondiale. La pandemia legata al Covid-19, insomma, non ha intaccato i mercati stranieri delle imprese italiane, impegnate sempre di più a esportare vino all’estero.
L’assenza di fiere e la difficoltà nel reperire importatori, invece, hanno mutato alcune dinamiche di vendita rendendo sempre più importante l’analisi, la scelta e la valutazione sulle modalità di esportazione del proprio prodotto in Europa e nel Mondo.
Oggi, peraltro, il problema principale, in realtà ormai biennale, è l’invenduto. I dati del Registro Telematico dell’Icqrf sintetizzanti nel report “Cantina Italia”, il primo dell’anno, parlano di 61,4 milioni di ettolitri di vino in scorta nelle cantine italiane, il 3,6% in più rispetto alla stessa data del 2020, a cui vanno aggiunti 6,9 milioni di ettolitri di mosti (-4,3% sul 31 gennaio 2021) e 710.256 ettolitri di vino nuovo ancora in fermentazione (-26,9%).
La pandemia derivante dalla diffusione del contagio da Sars-Cov-2 ha determinato, infatti, una notevole criticità nel settore vitivinicolo ed enologico. Esportare e vendere vino all’estero è più difficile. Ci si può muovere di meno, gli spostamenti sono condizionati da restrizioni vincolanti, il distanziamento sociale impatta non solo sulla vita personale di ognuno di noi ma anche sulla chiusura temporanea di importanti sbocchi dei prodotti vitivinicoli. L’effetto lockdown, insomma, ha intaccato sulla capacità delle cantine di smaltire gli stock e le frenate del mercato hanno determinato l’aumento delle giacenze.
Problema a cui, in queste lunghe settimane di pandemia, si è cercato di porre un freno o una soluzione. Misure che, però, non hanno incrociato l’interesse dei numerosi vignaioli, piccoli, medi o grandi, italiani, uniti dalla difesa della qualità e del valore identitario del vino italiano.
Export per resistere alla crisi: come trovare un partner ideale per spedire vino all’estero
Ecco, allora, che il mercato estero diventa terreno fertile per le esportazioni non solo come espansione commerciale, ma anche come soluzione alle giacenze esagerate. Fondamentale, in questo contesto, individuare un partner affidabile in grado di garantire le migliori condizioni anche per i trasporti di vino sfuso in cisterna stradali o con tank container.
L’emergenza sanitaria ha impresso una forte accelerazione nel cambiamento delle modalità di vendita ed interazione con il cliente finale: la digitalizzazione del settore vinicolo, tramite un più diffuso ricorso all’e-commerce, ma anche l’ammodernamento e il mutamento di forme di vendita tradizionali hanno portato alla necessità del trasporto di vino secondo canoni più rapidi, altrettanto sicuri, verso l’Europa e l’estero in generale.
Trasporto vino in Europa: sfida anche per la qualità
Da un lato gli importatori innamorati dei vini italiani, dall’altro le cantine: se internet e il digitale ha sviluppato nuove modalità di vendita, resta (e anzi lo è ancora di più) fondamentale la connessione garantita da un’azienda specializzata in trasporti di liquidi alimentari con cisterne stradali e tank containers bi-modali di proprietà. La pluriennale esperienza e la sempre elevata attenzione orientata al cliente e ai dettagli ci hanno consentito di lavorare da tempo su questa tipologia di trasporto che risulta essere più eco-compatibile ed economicamente conveniente. Il moderno trasporto combinato associa in modo ottimale i diversi sistemi di trasporto, mezzi pesanti, ferrovia e navigazione, portando i suoi frutti anche al mantenimento della qualità elevatissima dei vini nazionali e dei vini del sud Italia in particolare.
La sfida sulla tutela dell’alta qualità dei vini italiani non si gioca, quindi, solo nelle vigne o in cantina, ma anche sul piano della logistica, sulle condizioni in cui i nostri vini viaggiano e percorrono chilometri. Condizioni che, inevitabilmente, possono mutare le proprietà del prodotto. Per questo garantiamo un servizio che tutela prima di tutto la qualità, un servizio che ha come obiettivo accorciare le distanze e non lasciare per strada la qualità delle produzioni.
Trasporto vino in cisterna o trasporto vino in container?
Trasporto intermodale (150 tank container monoscomparto da 28.000, 32.000, 34.500, 35.000 litri che possono trasportare tutti i liquidi alimentari anche in regime Atp, riscaldabili e pressionabili, ground control) o trasporto stradali (20 cisterne con capacità da 35.500 litri in 4 scomparti, dotate di riscaldamento ausiliario, pressionabili, impianto di lavaggio fisso): abbiamo i mezzi adatti, con tracciabilità in tempo reale, per garantire sicurezza, affidabilità, competitività, puntualità, igiene e mantenimento degli standard qualitativi del prodotto.
I tempi di trasporto, peraltro, dal Sud Italia a Tutta Europa, tra ritiro e consegna, variano dalle 72 alle 96 ore. Tempi di percorrenza possibili perché abbiamo investito nel trasporto intermodale, collegando il sud Italia alle restanti destinazioni sia del Nord Italia che in Europa, più performante rispetto ai tradizionali trasporti su gomma.
Insomma se spedire vino all’estero resta una strada giusta per superare la crisi del settore, spedire vino in container può essere una soluzione estremamente performante.
Trasporto vino sfuso in cisterna intermodale – Rubino RS

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